Nomi. Persone. mani e voci. Un cuore solo e un accordo fatto di duecento note. Voi siete quelle note. Leggo ogni virgola di quello che mi scrivete e fuori di qui farò del mio meglio per arrivare ad ognuno di voi con la mia chitarra e le mie emozioni. Knockin’ on heaven’s door sotto un temporale: Gio, grazie. Cito il tuo nome perchè dicevi che forse quello che mi hai raccontato non mi può servire. In realtà io credo che cose come queste, le piccole cose, siano le uniche in grado di creare uragani nell’animo. Ora provo a farvi capire la pioggia di emozioni che mi avete regalato tutti voi.
Piove ogni volta che mi scrivete.
Piove sulle mie paure e sul bisogno di sentirsi amato.
Piove sulle scarpe di mio fratello che finivano a me.
Piove su tuo nonno Gabrielle e su mio padre ormai da due anni.
Piove sul mare che non so nascondere dentro e sulle isole che ho lasciato da parte.
Piove sui miei deserti quando mi sento solo e piove sulla mia strada quando vorrei andare dritto.
Piovono lacrime di gioia e di affetto e mi manca il respiro
Piove un’unica goccia grossa così, come gli anni che ho, le porte che ho visto chiudersi e le lacrime di mia madre
Piove una goccia sulla porta dei miei nemici
piove un sorriso e un raggio di luce nella vita di ognuno di voi, lo so, ogni volta che penso di avervi raggiunto.
Grazie è la parola che uso sempre per voi. Stasera siamo la pioggia col sole.
Se vi riesce rileggete questo ascoltando una canzone dei Sigur Ros che si chiama Hoppipolla.
Io non posso , ma me la immaginerò con voi.
Vi voglio bene
Emanuele
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